La Tirrenica è strategica

FIRENZE – “Un rimedio non può essere mai la soluzione! Abbiamo trascorso quasi mezzo secolo tra titubanze, incertezze che hanno causato il mancato completamento dell’autostrada A12, ed oggi ne paghiamo il pegno con la comparsa e poi la scomparsa della ‘Tirrenica’ dai documenti della programmazione nazionale”.

A intervenire sulla Tirrenica è il coordinatore della Commissione Infrastrutture e Logistica di Confindustria Toscana Nereo Marcucci che sottolinea anche: “forse riapparirà con un decretino aggiuntivo e forse no, ma il dato di fatto è che la Toscana felix è restata la cenerentola nella programmazione delle infrastrutture, poiché i guai non si limitano alla ‘Tirrenica’ ma proseguono con il cosiddetto ‘Lotto Zero’ che forse sconta anche una denominazione non felicissima. Senza contare tutto il resto.

“Certamente porteremo quest’ennesimo vincolo allo sviluppo all’ordine del giorno della Commissione Regionale Infrastrutture di Confindustria Toscana per valutare gli interventi previsti dagli ultimi provvedimenti del Governo (PNRR, Fondo complementare, proposta di commissariamenti etc…)”.

“Riconfermato con forza, il più totale, motivato dissenso per l’esclusione del cosiddetto ‘Completamento della Tirrenica’ dalle opere strategiche da commissariare, è poco utile ripetere ragioni e responsabilità che hanno determinato un così imponente regime di deroghe (42 Commissari per 101 opere per circa 96 miliardi di euro) per poter realizzare infrastrutture determinanti per il futuro del Paese e soprattutto per il pagamento dei debiti che il Paese sta contraendo.

“Non ci resta che prendere atto che tra le opere commissariate come strategiche la Toscana – ha detto ancora Marcucci – si registra l’inclusione soltanto di una ridottissima manciata (Porrettana, tangenziale di Lucca, raddoppio ed elettrificazione della Empoli-Siena)”.

La Commissione Infrastrutture e Logistica di Confindustria Toscana, aggiunge: “ci aspettiamo da parte della Regione Toscana e delle Istituzioni territoriali che chiedano che si provveda immediatamente ad inserire la Tirrenica fra le infrastrutture strategiche utilizzando qualsiasi procedura, come è avvenuto tante volte per opere ritenute indispensabili, considerato che tra i 13 miliardi destinati alle 44 opere del nuovo elenco di commissariamenti ne risultano stanziati 2,4 per il Centro Italia. Questa è la condizione basilare perché si possa continuare a progettare la reindustrializzazione della fascia costiera della Toscana. Le Imprese e i cittadini della costa toscana meritano che la Tirrenica non resti fuori dalle strategie di sviluppo, per l’importanza che rappresenta per il traffico di persone e di merci, per la coerenza con la continuità dei corridoi che uniscono le economie europee, per la presenza di porti ed interporti che ne trarrebbero vantaggio, per l’incuria che si è registrata nel lungo rimpallo sul chi dovesse progettarla e costruirla tra SAT e ANAS”.

Fonte: La Gazzetta Marittima