Darsena Europa, il punto

LIVORNO – Nel 2018, prima della bufera pandemica, è iniziato nel porto di Livorno un progetto di bonifica, con un investimento totale di circa 900 milioni/1 miliardo di euro: obiettivo un nuovo ingresso al porto con 2 nuovi frangiflutti, 3 km di nuovi moli, 2 grandi nuovi terminal, 2 milioni di metri quadrati, pescaggi fino a 20 metri ed un nuovo canale in grado di ospitare super navi di ultima generazione (MGX 24). L’ingegner Pribaz, che segue da anni il progetto ci ha cortesemente fornito alcuni dei dati che riferisco.

Un potenziale investitore potrà partecipare attraverso uno schema di project financing. Una volta completata l’opera, Livorno sarà in grado di offrire ampie aree e strutture all’avanguardia per carichi nuovi ed esistenti. Le attività attualmente svolte nell’attuale porto commerciale verranno trasferite sulla Piattaforma Europa con notevoli benefici anche ambientali.

PRIMA FASE fanghi e dragaggio: Costruzione del terminal container (verrà realizzata l’infrastruttura per le operazioni di carico/scarico merci containerizzate); delle sue dighe di protezione e della nuova imboccatura del porto con l’approfondimento dei fondali fino a meno 20 metri.

Il Terminal container avrà una superficie totale di 800.000 m2, una lunghezza di banchina di 1400 metri, una superficie terminale di 620.000 m2, ed una capacità massima di 1,6 milioni di TEUs.

La profondità di dragaggio del progetto sarà all’inizio di meno 16 metri ed alla fine di meno 20 metri (da tenere presente che gli ultimi studi di fattibilità danno alle New Generation IIB un pescaggio medio di 16,5 metri). Alla fine, sarà disponibile anche un collegamento ferroviario elettrificato, pronto per ospitare treni di lunghezza 750 metri, direttamente collegato alla ferrovia nazionale (ferrovia tirrenica).

Terminal Autostrade del Mare e parte operativa della SECONDA FASE della Piattaforma Europa: premesso che le infrastrutture partiranno solo dopo aver completato la prima fase la superficie totale sarà di 900.000 m2, di cui 700 mila di superficie del Terminal, e 4 pontili ciascuno lungo di 300 metri. Il pescaggio sarà di meno 10,5 metri.

Il finanziamento già garantito di 550 milioni (50 Milioni C + 200 Milioni C dello Stato + 200 Milioni Regione Toscana e 100 Milioni di C dall’Autorità di Sistema Portuale del Tirreno Settentrionale) coprirà con circa 400 milioni, il 100% dei costi della nuova infrastruttura di ingresso al porto relativa ai frangiflutti e dragaggi. I lavori pubblici inizieranno entro il 2022.

I restanti 150 milioni di finanziamento pubblico + i 350 previsti per l’investitore privato che sarà responsabile dello sviluppo dell’infrastruttura e delle attrezzature del Terminal, occorreranno per portare a termine l’opera, prevista entro il 2026.

Ultima annotazione: la durata della concessione sarà proporzionale al piano d’investimento.

Angelo Roma