Paroli a Livorno e il TCO ora sa di sale

LIVORNO – Il padre Dante si lamentava, come forse ricordate anche voi: “Ah, come sa di sale lo pane altrui!”. Chi invece del sale non si lamenta di questi tempi è il terminal labronico delle rinfuse, il TCO, dove il sale – per l’esattezza cloruro di potassio – sta arrivando come novità con forti quantitativi. A inizio settimana la “F.C. Lawrence”, una nave da 200 metri e 21 mila tonnellate, ha cominciato a scaricare un carico pieno (oltre 20 mila tonnellate) proveniente dall’America del Nord.

Il cloruro di potassio è destinato alle industrie chimiche del Centro Italia e a quanto pare il traffico, relativamente nuovo per il TCO, integra e in parte sostituisce quello che era caratteristico di Piombino. Concorrenza interna nel “sistema”? Più che altro sembra un problema di rese, per le quali – in senso generale – il terminal livornese risulta essere al top a livello nazionale.

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Non sono, ovviamente, tutte rose. In questo periodo è calato decisamente uno dei traffici di rinfuse più caratteristico per lo stesso TCO, il cippato. Lo si vede anche dall’esterno: le montagne marroni, che si stagliavano sempre sulla calata e per le quali erano state istallate anche le nuove benne, sono molto diminuite. Sembra essere la conseguenza dell’aumento dei costi del trasporto, che su una merce povera come quel tritume di legno incide. Comunque al TCO ritengono che il cippato sia una merce stagionale e quindi con andamento altalenante. Anche i vari cloruri erano relativamente “poveri”: ma il loro prezzo è molto aumentato, quindi sostiene il costo del nolo. L’altalena tra costi della materia, costi del trasporto e costi della manodopera portuale rimane variabile. E i porti si adeguano come possono.

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Il TCO del resto è l’eterno…migrante. Sono anni che sulla base del piano regolatore il terminal avrebbe dovuto trasferirsi sulla sponda Est della Darsena Toscana, tra il Lorenzini e lo sbocco del Canale dei Navicelli. Una storia costellata di progetti, di proposte e controproposte, con prospettive di maggiori aree anche se di un po’ meno banchina. Una storia che nasce, come tutti i livornesi sanno, dal progetto di creare con la Porto 2000 un grande terminal traghetti che dovrebbe inglobare anche la calata Orlando. La cordata che ha vinto anni fa la gara al momento però è in stand-by e sollecitare risposte è come brancolare nel buio. Di concreto, si può solo registrare che le crociere – il pane quotidiano per la Porto 2000 – sono lentamente riprese in molti porti ma ancora non toccano Livorno. Vorrà dire qualcosa?

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L’Avvisatore della torre blu all’ingresso del Mediceo registra, sempre di questi tempi, una ripresa dei traffici delle auto nuove allo sbarco – grazie in particolare alle mega-navi garage di Grimaldi – della cellulosa – pezzo forte per Livorno e per la Compagnia Portuale – e delle chiacchiere. I container sono in leggero aumento, con una componente crescente del traffico dell’Alleanza con il Nord America. I traghetti per le isole maggiori tirano come sempre in stagione e la componente di turismo straniero è in parte sostituita da quella del turismo del Nord Italia, che nel passato andava all’estero. In sostanza il porto di Livorno si difende. E di questi tempi non è poco.

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Questa specie di riassuntino dello stato dell’arte non può ignorare l’AdSP e il suo lavoro. Luciano Guerrieri sta cercando, con la consueta capacità diplomatica e un’infinita pazienza, di districare la matassa di temi, contenziosi e scontri che ha trovato in eredità. Da quando si è insediato, più che altro sta ascoltando: e gli viene dato atto che sta recuperando fiducia nell’ente. Certo, la matassa è complicata: e non aiuta tutto lo staff, dove esistono all’interno dell’Autorità visioni diverse, qualche scontro intestino e anche nessuna incertezza invece della da tempo scontata sostituzione nella carica di segretario generale di Massimo Provinciali con Matteo Paroli. Il Comitato di Gestione ieri dovrebbe aver ratificato la proposta di Guerrieri per l’incarico all’avvocato Paroli, che comunque entrerà nella carica solo quando terminerà il contratto con Provinciali. Quest’ultimo dovrebbe scadere i primi di settembre ma può darsi che voglia aticipare il ritorno a Roma, dove lo aspetta un posto di dirigente al Ministero, in una direzione che per legge non si occupi di portuali.

L’avvocato Paroli da parte sua ha chiuso il contratto di segretario generale ad Ancona e dal 1° agosto torna in servizio all’AdSP labronica, al momento come dirigente (grado che aveva maturato già al momento del “distacco” ad Ancona) in attesa della poltrona ancora occupata da Provinciali.

A.F