Lo shipping emette sempre più gas serra

Lo confermano gli ultimi dati del Parlamento europeo. La quota globale resta sempre bassa ma bisogna accelerare sui carburanti puliti. DHL avvia servizi full container a emissioni zero

Le stime riportate nell’ultima relazione della Commissione dei trasporti e del turismo del Parlamento europeo confermano tutti gli studi pregressi: il trasporto marittimo causa tra il 2 e il 3 per cento delle emissioni di gas a effetto serra in tutto il mondo. Una quota destinata molto probabilmente ad aumentare. Tra il 2012 e il 2018 queste emissioni sono aumentate del 9,6 per cento, con un’impennata del 150 per cento di quelle di metano, per via del nascente mercato delle navi a gas naturale liquefatto, di cui ora ne sono in circolazione una serie di prototipi. Via mare si trasporta circa il 90 per cento delle merci, di cui il 70 per cento nel principale mercato del mondo, l’Europa.

Ad oggi, il trasporto marittimo produce 940 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. La Commissione dei Trasporti e del Turismo del Parlamento europeo riporta una previsione di un aumento delle emissioni generate dal settore tra il 50 e il 250 per cento entro il 2050, che andranno ad aggravare ulteriormente il quadro sull’inquinamento atmosferico. Inoltre, per un trasporto marittimo sostenibile non è sufficiente ridurre soltanto le emissioni di anidride carbonica ma anche quelle di ossidi di zolfo, metano, azoto e particolato.

Uno degli investimenti più massici da parte degli operatori della logistica per decarbonizzare il settore arriva logicamente anche da uno dei più grossi. Deutsche Post DHL ha impegnato ad oggi circa 7 miliardi di euro per arrivare a non emettere personalmente emissioni di gas serra entro il 2050. Lo spedizioniere del gruppo Deutsche Post, DHL Global Forwarding, ha ampliato il servizio di trasporto con carburanti puliti anche alle spedizioni full container, la modalità standard per le spedizioni con carichi di grandi volumi che prevede l’utilizzo dell’intero container. Questo servizio arriva dopo le sperimentazioni con i less-than-container load, le spedizioni groupage. L’obiettivo della divisione logistica tedesca è arrivare a coprire quasi un terzo del loro trasportato con questo tipo di carburanti (elettrico, metano, gas naturale).

«La ricerca e lo sviluppo di carburanti sostenibili è una delle tappe più importanti del nostro percorso verso una logistica a zero emissioni», commenta Mario Zini, amministratore delegato di DHL Global Forwarding Italy. «Quando selezioniamo carburanti marini sostenibili, verifichiamo attentamente che questi siano prodotti con materie prime sostenibili e che non siano in conflitto con altri requisiti di sostenibilità. I biocarburanti basati sui rifiuti, per esempio, devono soddisfare precisi requisiti per essere considerati carburanti sostenibili puliti e noi ci accertiamo che questi standard rigorosi vengano rispettati. Il nostro team di esperti si impegna quotidianamente nello sviluppo della collaborazione in quest’ambito coi principali partner con l’obiettivo di coprire almeno il 30 per cento delle spedizioni con combustibili sostenibili entro il 2030».

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