Via libera a due emendamenti della Lega al decreto. Il sostegno è garantito tramite uno stanziamento fino a 2 milioni di euro per il 2026. Ok al “buono portuale”
Roma – Due emendamenti al decreto Milleproroghe, prolungano i contributi a favore delle imprese portuali e dei soggetti fornitori di lavoro portuale temporaneo, realtà necessarie a garantire operatività e occupazione negli scali. E rafforzano il buono portuale alle aziende, estendendone l’operatività fino al 2027 e ampliandone l’efficacia.
Con il primo emendamento della Lega al decreto Milleproroghe, arriva la proroga dei contributi a favore delle imprese portuali e dei soggetti fornitori di lavoro portuale temporaneo: un supporto anche in vista delle prospettive negative per quest’anno con la crisi economica legata alla guerra in Ucraina che continua e le nuove tensioni internazionali in Medio Oriente e nel Mar Rosso che porteranno effetti negativi per il settore portuale, in particolare quello della flessibilità regolata e degli appalti nei grandi terminal. Così le Autorità portuali potranno continuare a corrispondere ai fornitori di lavoro portuale un contributo di 90 euro per ogni dipendente e per ciascuna giornata di lavoro in meno rispetto al corrispondente mese del 2019. Il sostegno è garantito tramite uno stanziamento fino a 2 milioni di euro per il 2026, assicurando continuità a un comparto strategico per la logistica e l’economia nazionale.
“La misura – spiega la Lega in una nota – incrementa le risorse disponibili, aumenta gli importi dei contributi e allarga la platea dei beneficiari, sostenendo la formazione, il rinnovo delle patenti e delle abilitazioni professionali, oltre agli investimenti in organizzazione, digitalizzazione e sostenibilità delle imprese portuali. Si tratta di un intervento mirato che risponde alle reali esigenze del cluster portuale, valorizza il lavoro, rafforza la competitività dei nostri scali e garantisce una programmazione di lungo periodo per aziende e occupazione”.
Il secondo emendamento al Milleproroghe riguarda il cosiddetto “buono portuale”, rifinanziato anch’esso con due milioni, per sostenere l’erogazione alle imprese del bonus fino a 3.500 per ciascun dipendente che consegua o rinnovi le patenti e le abilitazioni per la guida di mezzi in area portuale. La misura, inoltre, raddoppia da 10 a 20 mila euro per sostenere lo sviluppo dei modelli di organizzazione e gestione, mentre i progetti di digitalizzazione, automazione e sostenibilità possono ricevere fino a 80 mila euro.

