Le tariffe del trasporto aereo cargo hanno registrato un aumento rilevante a metà marzo 2026. Nella settimana 9–15 marzo le tariffe globali sono aumentate del 10% su base settimanale, raggiungendo i 2,67 dollari/kg, dopo un già consistente +8% la settimana precedente.
Le tariffe spot, salite del 12% a 3,19 dollari/kg, con un aumento del 22% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il principale driver è stato il Medio Oriente e Asia meridionale (area Mesa), dove le tariffe spot hanno raggiunto 4,37 dollari/kg (+22% settimanale, +58% annuo).
L’aumento è legato agli eventi bellici nell’area del Golfo, che hanno causato un crollo della capacità aerea nelle settimane precedenti (fino al -50%) e una successiva ripresa solo parziale grazie all’uso di rotte alternative e alla riapertura limitata di alcuni spazi aerei.
Nonostante un rimbalzo dei volumi globali (+4% settimanale), i tonnellaggi restano inferiori del 7% su base annua, ciò signifca che il mercato è ancora sotto pressione. Particolarmente rilevante è il caso dei Paesi del Golfo, dove i volumi sono cresciuti del 74% in una settimana dopo un crollo del 65%, ma restano circa il 50% sotto i livelli pre-bellici. Le tariffe da quest’area sono aumentate fino al +56% su alcune rotte, come quella Dubai–Usa, arrivando a 8,46 dollari/kg.
Anche le direttrici verso Europa e Stati Uniti hanno registrato forti rincari: +21% settimanale verso l’Europa (quasi il doppio dei livelli pre-crisi) e +25% settimanale verso gli USA (oltre +65% rispetto al pre-guerra).
La crisi mediorientale sta ridisegnando il mercato del cargo aereo globale, con tariffe in forte aumento e capacità instabile. Il carburante e le restrizioni operative emergono come fattori chiave, mentre il settore si adatta a una nuova fase di volatilità strutturale.

