Riforma della governance portuale, via libera a maggioranza: Toscana tra le cinque Regioni contrarie

Quattordici Regioni hanno espresso parere favorevole al disegno di legge, mentre Campania, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia e Sardegna hanno votato contro. Il sì della Conferenza Unificata resta legato all’accoglimento di una serie di modifiche.

È arrivato il 23 luglio il parere favorevole della Conferenza Unificata sul disegno di legge per il riordino della normativa in materia di governance portuale e per il rilancio degli investimenti nelle infrastrutture strategiche del trasporto marittimo.

Il provvedimento aveva già ottenuto il via libera a maggioranza dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, con quattordici voti favorevoli e cinque contrari. Tra le Regioni che hanno respinto la proposta figura la Toscana, insieme a Campania, Emilia-Romagna, Puglia e Sardegna.

Alla base delle posizioni contrarie vi è soprattutto il timore che la riforma possa determinare una maggiore centralizzazione della gestione dei porti, riducendo l’autonomia delle Autorità di Sistema Portuale e limitando il coinvolgimento dei territori nelle decisioni relative alla distribuzione delle risorse.

La Conferenza delle Regioni ha precisato che il parere favorevole espresso in sede di Conferenza Unificata è comunque subordinato all’accoglimento di una serie di emendamenti esaminati nel corso del confronto con il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi e con i tecnici del Ministero.

Le modifiche richieste riguardano in particolare il mantenimento in capo alle Autorità portuali della gestione degli interventi di manutenzione straordinaria, la ricognizione dei fabbisogni e la composizione degli organismi di vigilanza e gestione.

A queste proposte si aggiunge la richiesta di riconoscere un ruolo anche alle cosiddette Regioni retroportuali, ovvero quelle prive di accesso diretto al mare ma interessate dai collegamenti logistici con gli scali. Per queste realtà è stata chiesta una rappresentanza all’interno dei Comitati di gestione.

Il viceministro Rixi ha valutato positivamente il parere della Conferenza Unificata, considerandolo un passaggio rilevante nel percorso istituzionale della riforma. Secondo il Ministero, il confronto con Regioni, Province e Comuni avrebbe consentito di rafforzare il ruolo dei territori nelle decisioni strategiche legate allo sviluppo portuale.

L’obiettivo dichiarato è ora quello di proseguire l’iter per arrivare a una riforma capace di aumentare l’efficienza e la capacità di programmazione del sistema portuale, accelerare gli investimenti e migliorare la competitività degli scali italiani, mantenendo al tempo stesso un equilibrio tra coordinamento nazionale e autonomia territoriale.

Da bp