Autotrasporto, Confartigianato: caro-carburanti pesa sulle imprese

Il caro-carburanti continua a mettere sotto pressione le imprese dell’autotrasporto. È uno dei temi centrali emersi dall’Assemblea nazionale 2026 di Confartigianato Trasporti, che si è svolta sabato 19 settembre a Roma con il titolo “Guidare il cambiamento. L’autotrasporto del futuro”.

L’incontro, aperto dal segretario nazionale Sergio Lo Monte e dal presidente di Confartigianato Imprese Marco Granelli, ha affrontato anche i temi della transizione energetica e dell’intelligenza artificiale applicata al settore dei trasporti.

Secondo i dati illustrati dal presidente di Confartigianato Trasporti Claudio Riva, tra febbraio e settembre il prezzo industriale del gasolio, al netto delle imposte, è aumentato del 54,3%. Per un mezzo pesante con un serbatoio da 900 litri, il costo di un pieno è passato da 1.503,78 euro a 1.971,61 euro, con un aumento di 467,83 euro per rifornimento.

Considerando una media di quattro pieni al mese, l’aggravio raggiunge 1.871,32 euro mensili per veicolo. Nel periodo compreso tra febbraio e settembre, il maggior costo arriva complessivamente a 11.227,92 euro per camion.

Confartigianato Trasporti ha ribadito la necessità di interventi rapidi a sostegno delle imprese, chiamate ad assorbire aumenti che incidono direttamente sui margini e sulla liquidità. Tra le misure già ottenute figurano il credito d’imposta per compensare i maggiori costi, la riduzione dei tempi per utilizzare in compensazione il rimborso delle accise e l’istituzione della Consulta generale per l’autotrasporto.

La dotazione del credito d’imposta, inizialmente pari a 100 milioni di euro, è stata progressivamente aumentata. Ora l’associazione chiede soprattutto tempi rapidi per l’erogazione delle risorse.

Tra le altre priorità figurano lo sblocco dei 590 milioni di euro destinati al rinnovo del parco veicolare per il periodo 2027-2031 e una revisione delle regole europee sui tempi di guida e di riposo, con l’obiettivo di aumentare la flessibilità operativa senza ridurre le tutele per la sicurezza e per i lavoratori.

All’assemblea sono intervenuti anche rappresentanti del Governo. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha richiamato gli investimenti previsti per il settore, tra cui i 590 milioni per il rinnovo della flotta, un miliardo per la manutenzione delle strade e circa sei miliardi per porti e collegamenti intermodali.

Sul fronte del caro-carburanti, è stato ricordato il ristoro previsto per coprire fino al 70% della maggiore spesa sostenuta tra marzo e agosto 2026, con una dotazione fino a 386 milioni di euro.

Il viceministro Edoardo Rixi ha invece indicato nel 20 ottobre la data prevista per l’avvio delle erogazioni dei crediti d’imposta, dopo le verifiche sulle domande. La capacità operativa dovrebbe attestarsi intorno alle 2.000 pratiche al giorno.

Entro ottobre è inoltre atteso l’insediamento della Consulta sull’autotrasporto, mentre entro la fine dell’anno l’Italia dovrebbe presentare a Bruxelles una proposta di revisione della normativa europea sui tempi di guida e riposo.

Nel corso della giornata sono stati approfonditi anche i temi legati alle nuove tecnologie di trazione, alle fonti energetiche e all’intelligenza artificiale applicata alla gestione delle imprese, con il contributo di rappresentanti del mondo industriale, associativo e istituzionale.

Da bp