L’Italia ha avviato un progetto innovativo con la futura Unità Polivalente per la Sorveglianza della Dimensione Subacquea (UPSDS), che nascerà dalla conversione di una nave offshore di seconda mano. Per la Marina Militare si tratta di un cambio di prospettiva: la protezione delle infrastrutture sottomarine – cavi, condotte energetiche, dorsali digitali – diventa parte integrante della sicurezza nazionale.
La consegna è prevista entro febbraio 2026, con un investimento di circa 50 milioni di euro. L’unità avrà una lunghezza compresa tra 75 e 110 metri, autonomia di 4.000 miglia e sarà attrezzata con Dynamic Positioning classe 2, gru da 40 tonnellate, spazi per sistemi subacquei e capacità di operare con veicoli autonomi o telecomandati.
Il progetto risponde a un contesto internazionale che ha evidenziato la vulnerabilità delle infrastrutture subacquee, rese centrali dopo i sabotaggi alle pipeline nel Baltico e le tensioni in aree strategiche come Mar Rosso e Mediterraneo orientale. L’Italia, al centro del Mediterraneo, punta così a rafforzare la propria capacità di sorveglianza e a inserirsi in un quadro geopolitico dove il dominio subacqueo assume crescente importanza.
L’iniziativa avrà anche un impatto industriale positivo, poiché i lavori di conversione saranno affidati a cantieri nazionali, coinvolgendo la filiera marittima e tecnologica. Inoltre, l’UPSDS si integrerà nel Polo Nazionale della Dimensione Subacquea di La Spezia, rafforzando la collaborazione tra Marina, industria e ricerca.

