Terzo impianto in Italia dopo Venezia e Gela, all’insegna della transizione energetica
La Banca europea per gli investimenti (BEI) ed Eni hanno sottoscritto un finanziamento da 500 milioni di euro, della durata di 15 anni, per sostenere la conversione della raffineria Eni di Livorno in una bioraffineria. L’intervento rientra nel piano di decarbonizzazione del settore trasporti e nella strategia di Enilive, la società Eni dedicata alla mobilità sostenibile, che punta a superare i 5 milioni di tonnellate di capacità di bioraffinazione entro il 2030.
Il progetto prevede la costruzione di nuovi impianti per la produzione di biocarburanti idrogenati, tra cui un’unità di pretrattamento delle cariche biogeniche e un impianto Ecofining™ con una capacità annua di 500mila tonnellate. L’Ecofining™ è una tecnologia proprietaria che consente di produrre HVO (olio vegetale idrogenato) da materie prime rinnovabili, come oli esausti e residui agroalimentari. L’HVO può essere utilizzato in purezza nei motori compatibili, sfruttando le infrastrutture di distribuzione esistenti.
La nuova bioraffineria potrà trattare diverse cariche biogeniche, prevalentemente scarti e residui vegetali, per produrre HVO diesel, HVO nafta e bio-GPL. Inoltre, l’impianto è progettato per essere in futuro riconvertibile alla produzione di SAF (Sustainable Aviation Fuel), il carburante sostenibile per l’aviazione considerato strategico per la decarbonizzazione del trasporto aereo.
L’iniziativa risponde agli obiettivi della RED III (Renewable Energy Directive) e agli obblighi nazionali di immissione al consumo di biocarburanti in purezza, che prevedono un incremento da 300.000 tonnellate nel 2023 a un milione nel 2030. Secondo le previsioni globali, la domanda di biocarburanti idrogenati crescerà del 65% tra il 2024 e il 2028.
L’operazione si inserisce nel più ampio impegno della BEI per la transizione ecologica: tutti i progetti finanziati sono allineati all’Accordo di Parigi, con l’obiettivo di mobilitare investimenti per oltre 1.000 miliardi di euro entro il 2030. La metà dei fondi annui del Gruppo BEI è destinata a progetti legati al clima, con particolare attenzione alle regioni a minore reddito.
Anche Eni prosegue nel suo percorso di trasformazione da compagnia oil & gas a energy tech company integrata. Presente in 64 Paesi con circa 32.500 dipendenti, punta alla neutralità carbonica entro il 2050, attraverso investimenti in rinnovabili, biocarburanti, cattura e stoccaggio della CO₂ e tecnologie avanzate, tra cui la fusione nucleare.

