Piombino – Snam ha presentato, a fine 2025, l’istanza per prorogare l’autorizzazione unica che consente la permanenza della nave rigassificatrice Italis Lng nel porto di Piombino, dove l’impianto è operativo dal 2023. La richiesta si rende necessaria perché l’autorizzazione rilasciata nel 2022 in regime commissariale, nell’ambito dell’emergenza energetica nazionale, scade a luglio 2026; senza un’estensione, l’attività non potrebbe proseguire oltre tale data.
L’unità, con una capacità di rigassificazione di circa 5 miliardi di metri cubi l’anno, è considerata un tassello rilevante per la sicurezza degli approvvigionamenti di gas. Tuttavia, l’accordo originario tra Governo, Regione Toscana ed enti locali prevedeva una permanenza limitata a tre anni nello scalo toscano e il successivo trasferimento dell’impianto in un sito offshore definitivo nell’area Vado Ligure–Savona entro il 2026.
La domanda di proroga riapre il confronto con il territorio: da un lato pesa l’esigenza di continuità operativa in un contesto di persistente volatilità del mercato del gas; dall’altro, il rischio è quello di superare le scadenze concordate, riaccendendo le tensioni locali legate a una soluzione accettata come temporanea.
Secondo quanto indicato, l’estensione servirebbe a coprire i tempi tecnici necessari al completamento delle opere e dei collegamenti sottomarini nel sito finale. La valutazione passa ora ai ministeri competenti e agli enti coinvolti, chiamati a esprimersi su durata, condizioni ambientali ed eventuali compensazioni.
Il dossier Piombino resta così un banco di prova per la capacità del sistema italiano di conciliare sicurezza energetica, transizione e impegni con i territori.

